Archivio Vittorio Mascherini

una vita attraverso due guerre mondiali e la resistenza

LA VITA DI VITTORIO MASCHERINI

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Il Tenente Colonnello Vittorio Mascherini nacque a Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze, il 7 Settembre 1894, da Giuseppe Mascherini, scalpellino, e Pellegra Calzolai, casalinga. 

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Terminati gli studi tecnici e di disegno, svolti da privatista con l’aiuto di un frate di Borgo San Lorenzo,  tento’ con non molta fortuna la via del commercio aprendo assieme al padre un negozio di cappelli, prodotti a domicilio dalle donne del Mugello. 

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Convintamente interventista, dopo aver svolto il servizio militare nel 1914, Vittorio Mascherini fu richiamato alle armi durante la mobilitazione generale il 1 Giugno 1915. Dopo essersi unito alla Brigata Casale, venne mandato alla scuola di applicazione di Parma, unendosi poi come Sottotenente di Complemento alla Brigata Alessandria nel Giugno 1916.  Combatte con il 155 Reggimento fino al 30 Giugno 1917, quando fu ferito durante un azione sul Vodil.  Dopo la convalescenza fu inviato alla Brigata Ravenna e successivamente posto al comando della Casa di Pena Militare di Padova. Nei tre anni passati in zona di guerra riceve varie decorazioni, tra cui una promozione sul campo e una croce al valor militare, congedandosi come Tenente nel 1922. 

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Tornato il quell’anno a Borgo San Lorenzo, mostro’ da subito la sua antipatia al fascismo e si schiero’ apertamente contro la marcia su Roma  all’interno dell’Associazione Combattenti di Borgo San Lorenzo.  Per questo motivo’ subì’ nel Dicembre 1922 la prima ritorsione fascista, quando fu portato di forza alla sede  del fascio di Borgo San Lorenzo per essere schiaffeggiato da una decina di persone. 

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A causa della sua tendenza apertamente antifascista,  fatico’ a trovare un lavoro stabile. Lavoro’ come imbianchino, costruttore di giocattoli, rilegatore di libri, venne poi assunto nel 1927 alla segreteria di medicina dell’Universita di Firenze ma fu licenziato poco dopo.  Venne riassunto nuovamente nel 1929 ma subito licenziato per aver manifestato apertamente la sua avversione e contrarietà al Partito Fascista.  Subisce nel corso degli anni varie ritorsioni da parete fascista, tra cui il sequestro di alcuni diari e del materiale bellico della prima guerra mondiale. 

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Venne riassunto nel 1934  dall’Universita di Firenze come ferito e mutilato di guerra, solo dopo un reclamo al ministero da lui promosso perché l’universita non rispettava i criteri di assunzione delle liste protette dei mutilati e feriti  di guerra.  Nello stesso anno si sposo’ con Isolina Staderini, da cui ebbe cinque figli. 

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Nel 1929 venne promosso Capitano, nel 1940 fu nominato Maggiore ed infine promosso  Tenente Colonnello nel 1943. Venne richiamato alle armi nel 1941 ed inviato a dirigere il secondo Ufficio di Censura Posta Estera di Bologna.  Non nascose le sue idee e gli uffici diventano un focolaio antifascista e antirazzista. Per questo,  e per il riacuttizzarsi delle ferite subite nel primo confitto bellico, nel Maggio 1943  viene inviato in licenza di convalescenza per 6 mesi al proprio domicilio fiorentino 

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Il 9 Settembre 1943 a Firenze inizio ad organizzare le squadre Partigiane del rione di San Gervasio, iniziando cosi la lotta per la liberazione nel quartiere. Scoperto in questa sua attività’ di Resistenza, il 23 Settembre si consegno’ al comando tedesco delle SS di Firenze dopo aver ricevuto minaccia di deportazione della famiglia. Venne minacciato di fucilazione e taglio della lingua e posto sotto stretta sorveglianza. Venne infine esonerato completamente dall’esercito nel Febbraio 1944. 

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Dal Settembre 1943, costitui’ ed armo’ 3 squadre Partigiane, raccogliendo circa 30 uomini, successivamente fuse nella Brigata Garibaldina Buozzi.  Le squadre operarono nella zona del campo di Marte, da Pino al torrente Africo, dalle macerie della stazione di Campo di Marte fino a Maiano, con lo scopo di ricerca di armi, munizioni ed informazioni oltre ad alcune azioni contro il nemico. Dopo la liberazione di Firenze collaboro’ con gli alleati nella pianificazione della presa di Fiesole, una delle azioni meglio riuscite della liberazione di Firenze. Gli fu conferito il certificato di Patriota e la qualifica di Partigiano Combattente.

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Finita la resistenza, subì’ infamanti accuse di collaborazionismo con i fascisti. Accuse da cui si libero’ facilmente, ricevendo in breve tempo piena ed ufficiale riabilitazione,  ma che gli arrecarono profondo dolore e rammarico personale.  

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Divenne presidente della sezione ANPI di San Gervasio e rappresentante provinciale del Partito Socialista presso l’ANPI.  Divenne presidente del comitato promotore per la costruzione del monumento commemorativo ai 5 giovani fucilati allo stadio dai fascisti il 22 Marzo 1944. Lavoraro’ alacremente per la sua progettazione e finalizzazione ed il monumento ai 5 Martiri dello stadio fu inaugurato nel Maggio 1949.  Nel luglio del 1949 per dissidi interni all’ANPI si dimise da presidente di sezione e lascio’ tutte le cariche. 

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Mori’ improvvisamente il il 7 Febbraio 1959 e venne sepolto nella cappella degli eroi e dei partigiani del cimitero di Borgo San Lorenzo.

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Galleria Fotografica

I genitori Giuseppe e Pellegra Mascherini

Ritratti di Vittorio Mascherini

Onorificenze e riconoscimenti

La prima guerra mondiale

Il terremoto del Mugello, Luglio 1919

Il Matrimonio e il viaggio di Nozze ,1934

Parata in alta uniforme

La Resistenza

Il Funerale

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